martedì, 27 gennaio 2009

 

Che il giorno della memoria non sia la memoria di un giorno
ma traccia di parole altre, altrimenti significanti
e sia sguardo puntato sul presente
e respiro di voce,
voce che urla:
"giù le mani dalla storia!


postato da: multiversum alle ore 16:01 | Permalink | commenti (11)
Commenti
#1    27 Gennaio 2009 - 20:19
 
si.... e conserviamo il ricordo di questo orrore per scongiurare il più possibile che altri orrori sottilmente si infilino tra le pieghe della nosra vita "civile".
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#2    27 Gennaio 2009 - 21:43
 
.... magari non togliendo la scomunica a vescovi che negano l'olocausto.
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#3    27 Gennaio 2009 - 22:18
 
giù le mani dalla storia!
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#4    27 Gennaio 2009 - 22:34
 
(ragazze care, che giorni cupi)
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#5    28 Gennaio 2009 - 16:47
 
come "abitare" giorni così? ;) :)))
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#6    28 Gennaio 2009 - 19:30
 
Per unità discrete, per stanze, ad esempio. Mi ritaglierei la cucina, in questo momento, come spazio vitale :)
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#7    29 Gennaio 2009 - 21:46
 
anzichè parlare, viene voglia di togliere la parola. definitivamente. se non si cadesse nello stesso errore.
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#8    30 Gennaio 2009 - 10:39
 
«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso.»
Elie Wiesel
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#9    30 Gennaio 2009 - 14:28
 
è vero, fran, verrebbe voglia di togliere la parola, specie se e quando è il potere a fingerne la portata universale, e di mandare a palla le parole in verità, come queste di Wiesel ...grazie qué :))
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#10    31 Gennaio 2009 - 12:48
 
l'incontro con la morte rende parchi di parole e gesti. L'incontro con l'orrore deve trovare parole per non distruggere chi vi ha assistito. tante, tante, tante. come quando vi è un'infezione profonda da cui va asportato tutto il pus. E va cercato un luogo in cui questo infetto sia decantato, che non infetti altrove. Camere di decompressione per l'orrore, affinché l'orrore non si propaghi, non contagi. Così difficile, piccola e smarrita la speranza,che dal vaso di pandora ha svolazzato leggera.
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#11    31 Gennaio 2009 - 15:49
 
è grande e bello quel che dici, deli cara :))
grazie
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