venerdì, 10 aprile 2009
Mi sono data il permesso di trascorrere una lunga vacanza da questo blog e da Splinder, una vacanza ventosa, di recente, inqieta e tellurica.
Ho sentito, in modo piuttosto improvviso, di non aver più voglia di scrivere su di uno schermo piatto e falsamente luminoso; né di leggere uno schermo rigato di parole tutte diverse, talore bellissime ma tutte irrimediabilmente ordinate e poi esigenti, esigenti di plauso o anche di disapprovazione ma comunque esigenti, vincolanti, a cominciare dalle mie, certo, non mi chiamo fuori...; né di comunicare con uno schermo che non ce la fa nemmeno a riflettere la mia faccia, figuriamoci i visi altrui, quelli amati o solo appena conosciuti oppure del tutto ignoti .
Ho ascoltato a lungo - la ascolto ancora - questa mia assenza di desiderio; le ho chiesto che cosa dicesse di me,  tra un soffio di vento e l'altro; indugio in questa domanda senza interromperne la tensione, come mi è sempre accaduto, prima,  ogni volta che ho lasciato che una specie di dovere mi richiamasse all'opera: il dovere di rispondere e cor-rispondere alle attese ...
Questa volta sono io ad attendere. Attendo che ritorni il desiderio; anzi, per la precisione che giunga un desiderio diverso, un gesto, un tratto, un'espressione nuovi, meno esigenti .
Mi fido di ciò che giunge dopo un tempo di attesa ...
E poiché, a proposito, tra due giorni sarà Pasqua, nonostante per la maggioranza degli Italiani la Pasqua c'entri poco con l'attendere ed il giungere, vi auguro e mi auguro un passaggio di libertà e insieme di primavera sereno e dolce.
Specialmente alla gente di Abruzzo va l'augurio, a coloro che oggi sperimentano il deserto... 
Con un abbraccio veramente sincero e grande

postato da: multiversum alle ore 21:23 | Permalink | commenti (12)
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