sabato, 22 novembre 2008
Sono diventata indolente verso questo spazio di scrittura e spazi affini..
si, c'è spinta di pensiero ma c'è anche un misterioso stop che blocca la mano, l'idea resta sospesa, vaga, inconsistente; non è spinta che spinga veramente
è un vago frullare di farfalla intossicata, che vola lenta sempre più lenta, sfiorando tra una parete e l'altra quella che fu una bella stanza, che non si ha più voglia di arieggiare; infine si addormenta in una piega dell'intonaco, nella culla di un piccolo solco..
"intossicata"...è la parola giusta per descrivere come sto e dove sto rispetto a questo tempo; lo respirerei ancora a pieni polmoni - finché campo è la mia storia - se non fosse che ogni respiro inala sostanze velenose, aliti umani disgustosi che esalano quintali di merda interiore; forse li respiravo anche prima ma mi tappavo il naso - ho esperienza di apnea, in fondo al mare e anche in superficie -  e c'era sempre un altrove, non lontano, dove allentare la presa e respirare salute
ma adesso che gli effluvi velenosi sono clima, e non esiste un altrove dal clima...

allora la mente torna a quando erano le forme dell'amore a intossicarmi l'anima, e penso che erano meravigliose quelle  emozioni anche se dolorose, erano generose di significati e molto molto "ventose" (come direbbe una cara amica..), tumultuose, a volte, come le onde dell'oceano, trasparenti però come l'acqua e la luce
e invece questo stagno, il suo clima puzzolente, il putrido del pregiudizio, le smanie dei chierici
sto invecchiando dite? certo, gli anni passano ma come diagnosi  è semplicistica, non funziona: ho visto ieri sera Invasioni barbariche e quando ho ascoltato la ministra Carfagna ho pensato che tutto, ciò che pensava di dire e ciò che diceva di pensare e poi il modo e la postura e l'immagine, tutto era così vecchio, più "vecchio" di me ...  

PS: alla luce del mattino, mi accorgo che ci vuole un'aggiunta illuminante: in sintesi, intossicante  è quel clima storico in cui ogni volta che ti accingi a scambiare un'opinione ti trovi di fronte il nemico con il coltello tra i denti, non l' interlocutore...
questo è terribilmente "vecchio"
 
e invece questo  è "giovane"          
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mercoledì, 05 novembre 2008
S.  non ti pare che stasera somigli alla sera del 20 luglio 1969, quel poco calore che resta torna a farsi fuoco,  il sogno, sempre quello... 
L.  si, anche io sento.. però, sai, credo che non sono le sere che si somigliano, le immagini, le cose, le atmosfere ma siamo noi, perché ci sono momenti, pochissimi, che uno assomiglia così tanto a se stesso....adesso per esempio è come se fossi sovrapposta perfettamente a me stessa e, per un istante, fossi tutto ciò che sono stata, che sono e sarò, simultaneamente..
S.  ehi non esagerare, questo è dio
L.  ma è anche il sogno, hanno qualcosa da spartire..
S. chi?
L. dio e il sogno..
S. e sarebbe?
L. temporalità indivisa, pieno e vuoto, tutto e niente  
S. vai avanti, mi piace..
L. no, sto bene dove sto
S. vuoi dire che se vincerà..
L. voglio dire che se vincerà il tempo tornerà a dividersi e Obama sarà il Presidente degli Usa, saprà essere, saprà fare, farà molto e sbaglierà altrettanto    
S. ha vinto!
L. si ha vinto!
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