martedì, 12 agosto 2008
Ci siamo conosciuti il Mac ed io, ci son voluti alcuni giorni, molta pazienza, tutta la pazienza che occorre ogni volta che si affronta un cambiamento, qualunque esso sia. Sento che mi posso fidare di lui e tornare a scrivere qui, benché lui non mi assicuri in alcun modo di poter contare sugli strumenti che avevo prima di incontrarlo (ad esempio, quest'ultima riga l'avrei scritta in corsivo prima di lui perché ... perché è chiaro che non sono impazzita improvvisamente e questo tormentone del Mac, che da un lato è un fatto vero, dall'altro è una metafora, con cui gioco con me stessa e con chi capita per prendere consapevolezza - ché ce ne vuole di più, sempre e ancora di più - di quanto sia complessa l'esperienza del cambiamento; ma, soprattutto, di quanto si somiglino tra loro i processi del cambiamento, tutti: anche quelli che ci piace immaginare come incommensurabili o, meglio, che siamo costretti a mettere in scala gerarchica per via di un mero accidente storico e geografico, l'esser nati e acculturati in occidente. Ma vuoi mettere cambiare un pc, un sistema di scrittura, di archiviazione dati, di navigazione in rete con la decisione di cambiare lavoro o fidanzato? ..ma figuriamoci. Ecco un'altra tragica disgrazia degli occidentali, credere nella scelta e nella decisione.. Il cambiamento non lo origina la decisione,il cambiamento accade così come accadono la decisione, la scelta e tutto ciò che, erroneamente, ci invitano a pensare come ingrediente della volontà e del libero arbitrio; e quando accade di dover cambiare, quando il tempo viene e tutto è pronto, che sia un pc o un fidanzato o il modo di parlare, ridere, salutare, sempre ne va di una forma che era nostra e che vediamo diradarsi fino a sparire; di criteri che ci guidavano, quelli che per anni si è cercato di elencare la sera prima di dormire - come i pastori che controllano che le pecore abbian fatto ritorno nell'ovile - e si perde l'ordine e l'incolonnamento, perché adesso piace abbandonarsi al sonno e tanto meglio se assomiglia alla morte; di certezze, quelle poche sopravvissute alle stilettate del dubbio, ma robuste e solide; ne va di noi, del proprio modo di essere, ne va ...c'è qualcosa che se ne va, poco, molto o troppo...va. E tanto basta, lo misureremo più tardi il poco, il molto o il troppo. Tutto ciò che accade è cambiamento; bello o brutto, buono o cattivo, rompe, spezza, separa, capovolge una forma di vita, un ethos, come amavano definire gli antichi l' abitare di chi ha trovato dimora, tra le cose fuggevoli del mondo, in un luogo-spazio-tempo determinati. L'alternativa allora, che non può dipendere dalla scelta ma è necessità, è tra il vuoto che blocca e paralizza e il vuoto che produce sforzo e "conoscenza"... E' così che ci siamo "conosciuti" il Mac ed io...
postato da: multiversum alle ore 14:47 | Permalink | commenti (33)
categoria:
domenica, 03 agosto 2008
SOS Chi sa spiegarmi come faccio ad inserire immagini con Mac? (si stava meglio quando si stava peggio, l'ho sempre detto io..) :P
postato da: multiversum alle ore 12:21 | Permalink | commenti (22)
categoria: