martedì, 29 luglio 2008

"Ma a te pazzo dò questo insegnamento per congedo: dove non è più possibile amare bisogna - passare oltre  -  
Così parlò Zarathustra e passò oltre il pazzo e la grande città "
(Friedrich Nietzsche)

Sento la grandezza in questo insegnamento...e la solitudine, vera misura di grandezza della grandezza, a patto che si cerchi quel certo modo, quel come che misuri e distingua, senza ombre dappresso, il passare oltre dallo scappare via. Forse bisogna cercare dal basso piuttosto che dall'alto, a distanza piuttosto che vicino, chissà. 
Intanto si cerca, si continua a cercare; del resto c'è grandezza nel cercare, nel continuare a cercare   

 

postato da: multiversum alle ore 17:56 | Permalink | commenti (21)
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lunedì, 14 luglio 2008

Vacanze. Ho bisogno di mare, osservare il mondo da sotto, fluidificarsi finalmente..
Salento, a pochi chilometri da Leuca, masseria, ulivi - spero - di pace

Baci e abbracci a chi passerà di qui

 

  

postato da: multiversum alle ore 10:53 | Permalink | commenti (18)
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sabato, 05 luglio 2008

Ieri sera "sono uscita"
Non è che  le altre sere, dopo ore di immotivato lavoro, io non metta il naso fuori di casa, è estate, fa caldo, si esce, una passeggiata, un gelato.. 
Vi va di percepire quell'odore-sapore-clima- del fuori, fuori raggio del quotidiano, fuori tempo, fuori luogo, fuori tutto? si, bene, allora è come se aveste letto: ieri sera mi sono dimenticata di me...

Nel primo pomeriggio ho  prenotato un tavolo per due, poi mi sono lavata i capelli, truccata, vestita, tacchi in barba alle vertebre. Erano le 20.30 in punto quando ho raggiunto il posto dove avrei incontrato dopo una manciata imprecisabile di  anni la mia cugina coetanea, M*****, che è ritornata in città per pochi giorni. Mi ha telefonato lei qualche sera fa. "Voglio vederti!" . Emozione  
Sconosciute noi o quasi, un ricordo di ricci e castagne raccolte in ottobre nel giardino  pubblico con le mamme a guardare in panchina, giochi d'acqua e di secchielli in estate, poca roba ...forse due pesci rossi dentro un'ampolla trasparente, comperati per le bimbe nel giorno della  festa del patrono ma non sono mica sicura fossimo noi due.. 

Quando è sbucata dietro l'angolo e ha iniziato a salire nel vicolo del P**** dove i tavoli li sistemano  in fila uno dietro l'altro e nel primo c'ero io ad aspettare davanti a un calice di prosecco e due olive spagnole, mi ha colpito la somiglianza con mia madre. Come facevo spesso da piccola per creare un mondo migliore o per crearlo di nuovo non lo so, ho stretto forte gli occhi, cercando di rendere sempre meno netti i contorni della sua immagine, finché tutto si è fatto fluido e plasmabile a piacere; così ho potuto sovrapporre la memoria fotografica di mia madre alla sua, mobilissima e viva. Combaciavano perfettamente. Emozione intensa. 
Mi sono alzata per andarle incontro : "Sei identica a tua zia Valeria! " lo so non è il massimo dell' accoglienza ma mi è uscito dagli occhi tornati normali.
"...Scusami, non mi aspettavo che tu fossi... che fossi così".
"Pensavo ci saremmo incontrate per diventare amiche e perdonarci di essere parenti...non è facile, e ora tu lo stai complicando.." mi dice lei, sorridendo e girando il capo intorno come chi vuole capire dove si trova..Poi mi dice : "Anche io non mi aspettavo che fossi così ...sei molto bella" , e io ci credo perché sono "uscita";  tira fuori un paio di pacchetti, piccoli doni da New York , mi dice di sceglierne uno " non sono tutti per te...".
Sento che la perdonerò di essermi solo cugina, per un casualissimo incrocio di vite..

Parliamo, mangiamo, ci sovrapponiamo, donne tra gioia e dolore...
Intanto comincia a passare gente, è dopocena per chi ha cenato in casa; alcuni passanti la riconoscono, si fermano, fanno festa, telefonano ad altri: "sai chi c'è qua al P****?  ma si , lei,  sta con un'amica, dicono di essere cugine..dai vieni.." . Per la gente della mia città sono io la forestiera ..tutto comincia a rovesciarsi andando a posto ed  è a questo punto che comincio a sentire che "stasera sono uscita"  , fuori, fuori tempo, spazio, fuori  me...
Ci invitano nella "tana" di un tizio che non mi è nuovo, cerco tra i capelli bianchi un segno, mi pare di trovare qualcosa, una festa in campagna forse o un corteo, ormai fa lo stesso e non mi stupisce; lui dice che era un corteo e che io sono "meglio" adesso ..forse ha ragione
c'è buona musica nella tana, due quadri alle pareti da ridarti respiro, si fa un giro di parole-ricordi di quelli che aiutano a dimenticare, il vino piace come gli occhi di quello seduto sul divano,  piccole gioie ...

Un sms stamattina molto presto, mentre giro lentamente la chiave e riapro la porta di casa mia:  "considerato che tutti eravamo tra i 50 e i 60 , siamo splendidi ! Sei perdonata! E io? "

    

        

 

postato da: multiversum alle ore 17:53 | Permalink | commenti (34)
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