domenica, 29 giugno 2008

lo so che non si dovrebbe in una domenica d'estate se non alleggerire
ma poiché c'è tanto altro che non si dovrebbe mai fare in alcun giorno di alcuna stagione contro la vita di vita alcuna, invito alla lettura chi fosse in ascolto:    

Ricordo 28 :
" Io non so a chi dispiaccia piú che a me la ambizione, la avarizia e le mollizie de' preti (*); sí perché ognuno di questi vizi in sé è odioso, sí perché ciascuno e tutti insieme si convengono poco a chi fa professione di vita dipendente da Dio; e ancora perché sono vizi sí contrari che non possono stare insieme se non in uno subietto molto strano. Nondimeno el grado che ho avuto con piú pontefici, m'ha necessitato a amare per el particulare mio la grandezza loro; e se non fussi questo rispetto, arei amato Martino Luther quanto me medesimo, non per liberarmi dalle legge indotte dalla religione cristiana nel modo che è interpretata e intesa communemente, ma per vedere ridurre questa caterva di scelerati a' termini debiti, cioè a restare o sanza vizi o sanza autoritá."
(Francesco Guicciardini, Ricordi, in Scritti politici e Ricordi. Opere VIII )

(*) n.d.r. : la parola "preti" andrebbe intesa nel significato, ampio ed estensivo, suggerito dalla situazione del nostro tempo .. 
 
 

postato da: multiversum alle ore 11:21 | Permalink | commenti (17)
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venerdì, 20 giugno 2008

Pressando, assalendo, vessando = mobbing ...
Il mobbing è una pratica, un'arte, una strategia, una tattica, una persecuzione...lo sapevate che potesse diventare una virtù? 

Il mobbing pressa e assale il lavoro di qualcuno al fine di liberare il posto del lavoratore e fare spazio..
Quando si vessa chi del suo posto di lavoro non può essere privato se non dall'autorità giudiziaria in base a gravissimo e accertato crimine, si fa mobbing sulla persona e non sul lavoro che svolge...
intendiamoci, con questo non voglio dire né che il lavoratore precario non sia una persona né che il mobbing esercitato sul lavoratore non lo colpisca integralmente, come persona; voglio solo sottolineare che nel caso di specie pressione, assalto ed emarginazione avvengono senza altra finalità che non sia  colpire, gratuitamente, inutilmente, l'autostima della persona; si mira dritto al  concetto che questa persona ha di sè,...e conoscendo profondamente la persona di cui parlo vi assicuro che non le è stato facile arrivare ad accettare se stessa, c'è voluto un lavoro duro e doloroso; in una parola, questo mobbing mira a scalfire il suo "potere" personale; un genere di potere che non ha nulla a che vedere con il dominio, la prevaricazione, l'autorità, l'imposizione - questa è roba loro, di chi esecita mobbing - ma con la consapevolezza di sé, dei propri atti, pensieri, gesti, sentimenti. Si chiama trasparenza, indipendenza, autonomia.
Scomodi i consapevoli, ti vedono e ti leggono dentro come fanno con se stessi...spezziamo loro l'equilibrio e l'integrità. 

Questa persona, avrete capito, è moltissimo vicina a me, è come me, come se fosse me, ne sento il dolore, penso con la sua testa, cercando ragioni che non trovo, non riesco a consolarla, a consolarmi. 
L'ambiente in cui lavora da molti anni è intellettuale, l'area disciplinare è umanistica, e questo rende lo scenario del "pressando/assalendo" incomprensibile, inaudito, agghiacciante, grottesco.  L'incongruenza dei suoi colleghi, esperti di sistema metafisico e di coerenza logica, è un tratto malato talmente scoperto e evidente che se non portasse dolore sarebbe esilarante, perfino cabarettistico sentirli pontificare e poi vederli agire e vivere esattamente all'opposto. 

Di cosa pontificano? Beh, gli argomenti di ricerca di questi esimi colleghi della persona che mi sta nel cuore ruotano - ma dopo il giro di vite del papa tedesco temo che non ruotino più, si conficcano piuttosto come i chiodi del Cristo dimenticato sulla croce.. - intorno a tematiche etiche ed antropologiche... Bene comune, giustizia, libertà è lo slogan preferito di lor signori e delle loro lezioni accademiche

Sono i teodem del governo ombra, sono quelli che ce l'hanno a morte - che dicono di avercela a morte - con Berlusconi perché "ha sprofondato la cultura nella notte dell'etica e l'umano nella volgarità degli istinti di sopraffazione, nell'individualismo, nell'avidità, nel dominio personale..." e bla bla bla

A quella persona pareva proprio di condividere, oh si, caspita, ne era certa, perché la pensa così e da più  tempo di loro, che magari correndo dietro al "Divo" per fare carriera.. qualche passaggio se lo son perso...
ma si è sbagliata, ha avuto una svista imperdonabile: perché quella persona ha pensato che  condividere significasse offrire agli studenti qualche buon antidoto: perle di illuminismo laico e di saggezza greca, magari solo per insegnare loro a  pensare con la propria testa, non con la testa-in generale (la mente pura..) tanto meno con quella dei loro docenti..; poi perché imparassero come si pratica e perché la cura di sé e degli altri, e stessero bene in guardia a non lasciarsi eccessivamente governare da altri, da sopra, da sotto, da un lato e dall'altro; e, certo, anche per attrezzarsi ad ospitare la differenza e la diversità, ché non basta la benevola accoglienza, non basta aprirgli le nostre scuole e le chiese, bisogna rispettarli come persone...
eccola la svista

...e che svista, ragazzi! ma come ha fatto quella persona a non capire che la notte berlusconiana si combatte a colpi di apologetica e di teologia, di dogmi e di verità assoluta. Che intercultura significa conversione..
Cazzo ...eppure lo sapeva che quando uno, basta uno solo all'inizio, si mette a gridare Dio lo vuole,  tutto ma proprio tutto si colora di virtù, anche il mobbing certo ...  

postato da: multiversum alle ore 18:23 | Permalink | commenti (25)
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domenica, 08 giugno 2008

(Into my Life..) 

Sei là sopra. Il fascio di luce di scena ritaglia sulla sommità del tuo capo un kippah d'argento
là sopra ci sei tu e le tue metamorfosi: tuo nonno, il padre di tuo nonno, il nonno di tuo nonno, fino al limite di un'intuizione che non può quietarsi  nella certezza di una memoria  
non so come fai - ma lo fai.. - a fare autobiografia del racconto sconosciuto che ci fluisce dentro intanto che incarni il destino, differente, di tuo padre, e accorci la distanza 
come puoi ricucire nel dramma della mia gente il taglio che ha spezzato la tua gente
ma lo fai e tessi
tessi con voce acuta una trama vera e inesistente   
vedo tranci di vigna intrecciati nei tuoi occhi quando scendi da là sopra e mi vieni incontro 
odori di terra quando ti abbraccio e ti dico "grazie! "..
ti stacchi da me quasi subito come sempre ad evitare il troppo
ma questa volta non riesci a fingere di non essere chi sei 
neanche là sopra, dove dissimulare è legge, hai potuto fingere di non essere le molteplici metamorfosi di te...e di me    

 

postato da: multiversum alle ore 19:13 | Permalink | commenti (15)
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martedì, 03 giugno 2008

ci sono andata a vedere Gomorra e il Divo..
al di là del fatto che la coppia Sorrentino-Servillo mi garba, sono di quei film che
devi assolutamente vedere e come potresti non andare
ci vai, allora, per non dimenticare che fino a non molto tempo fa tra i tuoi modi di essere c'era quello stabilmente "politico", condizione costante, affermativa e quotidiana, che il tg3 lo vedevi-ascoltavi  tutte le sere e che Repubblica + Manifesto li compravi e comparavi tra loro di buon mattino, preferibilmente nel baretto con il pergolato, caffé nero e amaro..
ci vai perché sei una che insegna e nel farlo si relaziona ...e se ti chiedono di commentare, discutere, che fai gli rispondi che non hai più voglia di ascoltare interpretazioni, illazioni, connessioni, consigli, orientamenti, criteri e direzioni, che ormai i tuoi amici sono i fatti, la grammatica dei verbi, degli articoli al plurale, delle preposizioni e dei punti di domanda, che ami le pause tra le parole, con uno sbadiglio perché no, se è spontaneo 
che, specialmente, ti fidi dei fatti che accadono in tua presenza, perché hai nostalgia a non finire di contemplare qualcuno chiunque sia mentre tocca il suo mondo di dentro, e si emoziona, sorride, piange, ride, grida, arrossisce, alza gli occhi, li ruota, assesta lo sguardo e poi magari...tace 

voglia di vero

  

postato da: multiversum alle ore 18:06 | Permalink | commenti (12)
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