mercoledì, 28 novembre 2007

preferite sentirvi dire dal vostro uomo "con te per te ho perso la testa" oppure "con te per te sono rinsavito" ?

non è un test ma una retrospettiva tutta mia, caduta dentro una serata di giusta solitudine, di figure maschili (mica tante.. ) che ho incontrato negli anni e con le quali ho intessuto transitorie relazioni; persone che sono sparite quasi subito oppure sono rimaste e in qualche modo sono ancora presenti e una persona, una sola, che è decisamente presente in un transito che, qui e ora, non si mostra transitorio...

ripassando casi e situazioni di queste storie piccole/grandi e grandi/piccole, rivedo me, in stagioni diverse della vita, istintivamente in cerca, come una pescatrice di perle in mari profondi, del tipo "con te ho perso la testa", per ritrovarmi immancabilmente ad apprendere che "con te sono rinsavito.. " 
se devo essere sincera, a cose fatte e dette, trovo l'una e l'altra autorivelazione fin troppo assertiva per meritare fiducia ma...a cose fatte e dette è troppo facile giudicare

si, rivedendo il filmato, posso dire di essere passata accanto, più di una volta, una volta a lungo, all'insincerità, quanto meno ad errori grossolani di autovalutazione

ma poiché credo di aver capito (mica da molto tempo..) che i ripassi, le retrospettive e le rivisitazioni, quando arrivano fulminee, spesso originate da un gesto, da uno sguardo, a volte da un odore o dal contatto con una mano sconosciuta, con un  tessuto, perfino con una superficie ruvida, qualcosa significano (quanto meno invitano a parlarne un poco con se stessi) sono andata incontro al segnale,  lasciandomi raggiungere dalla solitudine bella: quando accade cioé di essere due in uno

così sono scesa dal mio trespolo in cerca di una seduta comoda, ampia e morbida, ho fatto luce fioca, ho acceso tre quattro candele profumate e ho respirato..
ho respirato di gusto, più profondo sempre più profondo e poi ho cominciato a scendere..
sono scesa a dare un'occhiata e ad ascoltare da quale parte di me, per molto tempo riposte, risuonassero proprio ora certe voci maschili 

e ho "sentito" agitarsi un vortice di rovesciamenti ma ho anche "visto" che ad innescare quel vortice di parole al rovescio erano state le mie anticipazioni; aspettative e attese urgenti che camminano a frotte, frettolose e confuse; ho "letto" allora una me che da sempre va in cerca di perle e di coralli in fondo al mare senza mai una volta aspettare...giusto il tempo di osservare se la distesa d'acqua che intravedo si dispieghi realmente come mare; perché nell'acqua di  lago, di fiume e di torrente non si pescano perle e coralli, qualche tronco di albero e canne al più, talvolta trovi una scarpa vecchia, bucata e senza stringhe...

però quando le piccole candele al profumo di fresia hanno cominciato a tremolare poco prima di spengersi non c'erano dolore, rimpianto, pentimento dentro di me; solo una manciata di consapevolezza buona, la traccia di un dialogo con me stessa che da domani sarà un po' più franco e più pulito e, insieme, la sensazione che, infine, voci, accenti e figure maschili entreranno nelle pagine di un "libro amico", ci  scommetto; non perché il tempo possa cambiarne la percezione, mitigando i segni più profondi che hanno lasciato o perché con qualche pennellata di perdono si possano diluire le macchie di parole crude e sentirle modificarsi, trasformarsi, addolcirsi; più semplicemente, perché ho letto dentro me e ora so che poco c'entrano queste persone con la mia storia personale; è solo mio quel vortice che da sempre mischia il bisogno di appartenere a quello di accogliere e ospitare, il bisogno di affermare la mia differenza e quello di essere come tutti, esattamente uguale al resto del mondo...

per questo scommetto che gli uomini che ho amato saranno tra non molto i ritratti sorridenti di un libro di amicizia, perché il vortice che ho visto girare all'impazzata sta per diventare il mio mondo amico, l'oggetto di un dialogo cui dare appuntamento a intervalli regolari..
forse accadrà quando una specie di saggezza, che mi pare stia bussando alla mia porta, mi permetterà di ...perdere la testa con me per me   

   

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lunedì, 26 novembre 2007

Renè Magritte - La condizione umana 1935 

René Magritte, La condizione umana II (1935)

Grazie signor Magritte perché, pensando a noi, non hai messo troppa distanza tra quanto esiste e le forme che siamo capaci di creare, non certo per imitarlo ma per ospitarlo al meglio..
contiguità benefica, benevola somiglianza...  
 

postato da: multiversum alle ore 17:29 | Permalink | commenti (10)
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mercoledì, 21 novembre 2007

Ho promesso che eventualmente vi avrei fatto sapere, magari non tutto in una volta, passo passo e mano a mano che arrivo a qualche punto significativo.
L'ultimo post dell'amica
deli, con la quale condivido una bizzarra telepatia di pensieri inconsueti, a volte di opere e -  ho il sospetto - spesso anche di omissioni, mi è comparso davanti agli occhi proprio mentre la zona del cervello rimasta illesa dalla giornata pesantissima tentava (non era poi così illesa...) di consegnare al linguaggio in semidisarmo l'espressione "indolente" perchè ne facesse qualcosa, insomma ci pensasse lui a elaborare un che di sensato...

sai com'é l'amica lo scrive mentre tu sei lì che ci giri e ci rigiri e la cosa va...

probabilmente è indolenza questa s-voglia ( non si dice ma rende) di scrivere, economia di decrescita, risparmio di regolarità, sincerità, intimità, talora profondità, che ho dedicato a scrivere-parlare qui.
Non ci ho perso il tempo di vivere, certamente, anzi, direi che mi sono aiutata a riciclare molto stress procurato dal tempo di vivere. Ne ho tratto beneficio.

tutto qui? nooo, c'è un altro punto; perché non basta la diagnosi , occorre trovare una terapia che consenta un ripristino delle motivazioni; in altre parole se contatto l'indolenza devo poter risalire - se no è troppo facile..sono mica una serena io - a capire com'è che mi trovo qui da diversi anni , cos'è che cercavo, cosa mi è così piaciuto da appassionarmi a scrivere

ancora quella sciagurata zona del cervello che fa la guardia ai caduti (leggasi neuroni andati) ,  ha deciso di consegnare un altro pacchettino al linguaggio che già stava pigramente disattivandosi, benché ormai si sia abituato a consegne rognosissime che gli vengono recapitate in momenti così inopportuni

contenuto del pacchetto: se adesso quel che c'è è indolenza trova un po' l'espressione giusta per dire cosa c'era prima? quello esce dal torpore, comincia a muoversi qua e là e poi dice:  c'era la speranza

la speranza? che c'entra la speranza - roba seria, fede speranza , carità -  con l'essere capitata qui, aver aperto un blog, poi un altro infine questo, scrivendoci dentro sincerità, intimità, passione?  Mah...

per adesso io mi fermo qui, non so altro. Sento forte però che la coppia indolenza/speranza suona, rintocca e risponde..
magari vi farò sapere...  ;-)   

postato da: multiversum alle ore 22:25 | Permalink | commenti (22)
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giovedì, 15 novembre 2007

Il fatto è che non ho più voglia di scrivere, almeno non come fino a un po' di tempo fa.
Ricordo quando le cose da scrivere-dire venivano a raffica, erano tante, troppe, a volte scrivevo due o tre post, uno lo pubblicavo e gli altri li  salvavo... per le prossime volte..
come se questo spazio o quelli che lo hanno preceduto - altri nomi ma una stessa corda tesa - fossero il "posto" giusto, esposto e protetto quanto basta, chiaro e scuro, reale e virtuale, solitario e affollato, quel luogo insomma dove io ...dove io mi trovavo molto vicina ad essere io e, così pensavo, scrivendo e ancora scrivendo, avrei finito...per coincidere.
Perché non scrivo? forse non mi interessa più coincidere? O forse è già accaduto; altrove, diversamente, ho forse già toccato la meta più improbabile, la mia coincidenza?

Mi capita di leggere, nel frattempo, in un tour tra le pagine internet dedicate a Primo Levi - apprezzo molto Primo Levi, l'ho mai detto qui? - un breve scritto tratto da L'altrui mestiere (1985) ; s'intitola Perché si scrive?
Mi fermo a leggere; ovvio che cerco di generalizzare - un bagno preventivo di modestia in certi casi è d'obbligo - e che, soprattutto, cerco quel rovesciamento che mi faccia capire perché non si scrive ; pi precisamente perché non mi va più di scrivere .. 

Breve sintesi dei nove motivi per cui si scrive, secondo Primo Levi:

1) Perché se ne sente l'impulso o il bisogno

2) Per divertire o divertirsi

3) Per insegnare qualcosa a qualcuno

4) Per migliorare il mondo

5) Per far conoscere le proprie idee - questo motivo lo riporto per intero.. - Chi scrive per questo motivo rappresenta soltanto una variante più ridotta, e quindi meno pericolosa, del caso precedente. La categoria coincide di fatto con quella dei filosofi, siano essi geniali, mediocri, presuntuosi, amanti del genere umano, dilettanti o matti  (propendo per l'ultima categoria...) 

6) Per liberarsi da un'angoscia - anche questo lo riporto per intero, vale la pena, può essere utile... - Spesso lo scrivere rappresenta un equivalente della confessione o del divano di Freud. Non ho nulla da obiettare a chi scrive spinto dalla tensione: gli auguro anzi di riuscire a liberarsene così, come è accaduto a me in anni lontani. Gli chiedo però che si sforzi di filtrare la sua angoscia, di non scagliarla così com'è, ruvida e greggia, sulla faccia di chi legge; altrimenti rischia di contagiarla agli altri senza allontanarla da sé.

7) Per diventare famosi

8) Per diventare ricchi

9) Per abitudine , ho lasciato ultima questa motivazione, che è la più triste

Escludendo, nel mio caso,  il motivo 2 (anche volendo non ci sarei mai riuscita..) , il 3 (ci sono le aule per questo ..) ,  il 4 (ma figuriamoci...) , il 7 (semplicemente ridicolo..), l' 8 (impensabile..) e il 9 (son mica uno scrittore..)  

restano in piedi i seguenti possibili motivi per cui io non scrivo:  

1:  non ne sento più l' impulso o il bisogno 
5 : non m'interessa , meglio, non m'interessa più far conoscere le mie idee, forse non ho più idee, stop, fine della corsa
6 : ecco, l'angoscia...non ho più un'angoscia da cui liberarmi

1, 5 o 6?

Ci penserò su, magari farò sapere... :-)

 

postato da: multiversum alle ore 23:51 | Permalink | commenti (56)
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giovedì, 08 novembre 2007

bé ho dovuto cancellare ma quel genere di dettaglio lì resta, eh se resta....:-) 

postato da: multiversum alle ore 21:23 | Permalink | commenti (21)
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