domenica, 27 maggio 2007

Joseph Mallord William Turner
Tramonto sul lago

"Poi a poco a poco quello che è strano via..." 

(Samuel Beckett)

postato da: multiversum alle ore 17:18 | Permalink | commenti (40)
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venerdì, 18 maggio 2007

Capitano non te lo volevo dire....ma

ricordo Parigi allagata, la corsa da Rue de Rivoli fino a Place du Trocadero, con l'acqua nelle scarpe bagnati fin dentro l'anima. Eravamo noi, occhi insieme a tracciare un percorso. Ora che lo vuoi anche tu, scegliamoci la vita..

 "dall''Arco di trionfo dell'Etoile fino all'arco della Défense, lo vedi da qui? un bel pezzo di storia dall'Etoile fino a quel quadrato di luce rossa..là c'è la Défense, il 2000 ".  
"Vedo - ti ho risposto - Parigi è una bugia..e quello lì è un rettilineo piatto e troppo lungo, non ce la farei mai..."
"Sei tu quella che vuole vederci chiaro e più lontano che si può, meglio di un  rettilineo? " mi hai risposto, mentre ebbi un bagliore di presentimento..Napoli, 'u rettilineo, Corso Umberto... 
Ci sorridemmo, la pioggia è elettrica a Parigi, è adrenalina in gocce..
cercammo un hotel

un raggio rosso di tramonto mi svegliò e tentammo, il raggio e le mie mani, di svegliarti, inutilmente...
ripensandoci, mi convinsi, mentre dormivi beato, che la traccia Etoile-Défense davvero era troppo lunga e diritta..

al Casco Viejo di Bilbao i cerchi concentrici delle calli mi fanno ricordare il rettilineo, sono passati 15 anni..
seduta dove la Cattedrale di Santiago  è come punta di compasso e tutto intorno giocano colori di corrida e incroci di  diagonali, ti sto aspettando... 
Gli occhi, solo i miei questa volta, provano a tracciare un percorso; adesso è rotondo, un cerchio più o meno perfetto, quasi labirinto se non fosse che si intravedono le vie d'uscita, verso il Mercato, l'Opera, il quartiere dei poveri..il porto fluviale no ma per poco...

ti aspetto ormai da un'ora, da quando hai preso d'assalto quel negozio di abiti da uomo..."ci vediamo tra poco in Cattedrale, hai detto voltandoti in fretta, voglio vederti che mi aspetti seduta sulle scale..." poi hai proseguito per la calle della pelota..

aspetto fantasticando di un'altra attesa che non sai, sulle scale di una chiesa un po' riposta, dove lei non disse "ancora" perché lui non disse "ora"...
intanto ti immagino che provi a indossare mille capi, ti immagino cercarti nello  specchio della vetrine di  Spagna -  a volte basta poco, una maglia un po' rétro, una giacca di pelle, un sombrero ..- non sperare di ritrovare quelll' immagine tua tremolante, come la luna sul mare, delle vetrine di Francia bagnate dalla pioggia..non conviene

mentre tu corteggi uno specchio perché ti parli di te,  io ti aspetto seduta sulle scale, sistemando il rettilineo dentro il cerchio, fuori, accanto, sopra, sotto chissà..
e misuro, sposto, peso, numero e nomino come la gente mia, la gente che si intende di spezie e di alchimie.. alzo gli occhi, calle dei Perròs, ma pensa tu ...
sorrido 

e arrivi finalmente dalla parte delle vetrine e di calle della Luna e io vorrei parlarti della retta e di come si potrebbe quadrare il cerchio del nostro percorrere.. ma

ma comincia a piovere sirimiri, non è pioggia vera, non bagna e manca di elettricità..
è pioggia che picca, incide la pelle con sottili punture come piccoli tagli di stilo...
cerchiamo un ristorante

    

postato da: multiversum alle ore 14:42 | Permalink | commenti (31)
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sabato, 12 maggio 2007

per imparare ad ascoltare, limitando il dire - odio gli sprechi -  ho intensificato le letture
leggendo per lavoro era da un po' che non leggevo per amore, per ascoltare  - senza obbligo di memorizzare, tradurre, rielaborare - le voci delle parole   

come rinforzo terapeutico per il noto deficit di fantasia - ché mi farebbe così bene immaginare meno e fantasticare un tot - sono andata a ripescare due romanzi brevi: 
Le Metamorfosi di Kafka  e La storia meravigliosa di Peter Schlemihl di Chamisso

il primo è la storia di un tale Gregor Samsa  che una mattina si sveglia trasformato in uno scarafaggio e il secondo, un romanzo epistolare, narra di Peter Schlemihl che perde la sua ombra, vendendola in cambio di denaro ad uno strano signore vestito di grigio, creatore di prodigi, che si rivelerà essere il diavolo in persona.

manco a dirlo, è stata la fantasia faustiana del racconto del povero Schlemihl ad avere la meglio
l'avevo letta questa storia  ma si vede che non era il  tempo giusto; i libri bisogna rileggerli più volte finché non ti senti vibrare, tutta te insieme alla scrittura, e allora sai che quello è il tempo giusto

il problema è che non mi è parsa poi così fantastica, benché sia meravigliosa, la storia di Schlemihl
ma forse chi non ne ha non può incrociare i sentieri del fantastico, non  sa come riconoscerli   
se funziona così per altri talenti, persino per i sentimenti...perché non dovrebbe andare così per la fantasia

fatto sta che mi sono fatta un sacco di domande...

chissà quante volte perdiamo la nostra ombra, ho pensato, o la barattiamo in cambio di moneta falsa; e quante volte ci siamo lasciati rubare la nostra parte in ombra, lì per lì indifferenti, che vuoi che sia, tanto la parte  illuminata a giorno basta e avanza ..anzi  non è forse quella la parte migliore di noi? no che non lo è..e poi il meglio di noi è noi   

poi quell'ombra manca fino alla disperazione ....ci si manca, noi e la nostra ombra, come si mancano i compagni di viaggio; senza, non si è viandanti 
un'ombra artificiale? forse si troverebbe pure chi la sa fabbricare ma non è lo stesso..
saltare dentro l'ombra di un altro? troppa nostalgia...

bisogna pensare di più alla propria ombra, guardarla ogni tanto...
guarda come cambia sotto i raggi del sole e dentro i chiari di luna...   

l'ombra, quell'ombra innata non bisognerebbe perderla mai

postato da: multiversum alle ore 00:14 | Permalink | commenti (33)
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martedì, 08 maggio 2007

"Ho ritrovato il mio ombrello ! "

è incredibile come non ci accorgiamo..anzi non ci pensiamo mai.. dell'eventualità reale e verosimile che noi siamo pezzi di eternità pur senza essere immortali ...

ho ritrovato il mio ombrello perché non l'avevo perso, soltanto "dimenticato"  

(questo non è pensiero di Nietzsche ma della sottoscritta in un momento di lucidissima follia...trovo che siano  i momenti più belli che la consapevolezza, a volte, ci regala..  )

postato da: multiversum alle ore 16:52 | Permalink | commenti (22)
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mercoledì, 02 maggio 2007

"ho dimenticato il mio ombrello!"

sembra incredibile ma questa frase di una semplicità disarmante è compresa tra i frammenti inediti di Nietzsche; in queste parole ci si imbatte, isolate, tra virgolette...

c'è sempre un ricercatore "serio" che imbastirà per amor di sapere  un interminabile percorso interpretativo, evocherà come fantasmi un vespaio di problemi critici, disperatamente selezionerà e cercherà un innesto con gli altri frammenti e aforismi,  
dare un senso a queste semplici parole, comparare, collegare, riunire...non si darà pace
ne conosco di questi tipi e mi pare di vederla l'interminabile raccolta, diurna e notturna,  del Senso...

mi chiedo a cosa serva tutto questo "sonnambulismo ermeneutico" ...

"ho dimenticato il mio ombrello !"

quante frasi come questa galleggiano nella memoria, felicemente disarticolate dalle parole che avrebbero dovuto precedere e da quelle che avrebbero potuto seguire, senza firma di un mittente senza volto di un ricevente...
come quei  mozziconi di pensiero che restano sospesi  un attimo prima di addormentarci, ché sembrano i baci della buonanotte se li lasci andare

qualcosa mi dice che non vogliono essere lette queste frasi, interpretate ancor meno ma restare libere... tra virgolette
e quanta libertà nel non sapere più se furono mai nostre o di altri, e cosa volevamo farne
ritornano a volte e, infine, ci fanno compagnia ... senza senso

postato da: multiversum alle ore 21:32 | Permalink | commenti (35)
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