giovedì, 26 aprile 2007

Due sere fa ho assistito ad un concerto di musica antica del gruppo Cantar lontano (Maestro Marco Mencoboni) .Torba, viola da gamba, clavicembalo e  voce soprano, Haendel, Kapsberger, Della Casa, Sances, Monteverdi.
Davvero Bello

Ieri sera ho visto a Faenza la proiezione del film Il germe del melograno.Il Cenacolo Baccarini (regia di Silvana Strocchi) : la vita e l'opera  dello scultore, pittore e ceramista Domenico Baccarini e del "Cenacolo Baccarini", il gruppo degli amici incisori in Faenza (fine ottocento primi novecento)  .
Uno degli incisori del Cenacolo nel film é Ale mio figlio...
Davvero Bello

Dentro un paesaggio verde e azzurro di monte e di mare  oggi  ho conosciuto una persona simpatica e intelligente ed ho parlato al telefono per la prima volta con un'amica cara.
Davvero Bello

Poi non dite che mi lamento sempre...

(Spero che riusciate ad ascoltare il pezzo di Claudio Monteverdi, Sì dolce è il tormento  ..quasi musico-terapia )
Davvero Bello

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venerdì, 20 aprile 2007

 

"Tanta voglia di tempo con le dita gentili " scrive l’amica che sa come dire le cose 
e veramente si sente il bisogno di lievi mani - a proposito che fine ha fatto Only? - mani lievi per gesti leggeri...
come le dita delle Signore Aquilone...

con parole prese in  prestito da fdg voglio raccontare a chi non lo sa chi sono le signore e/o signorine aquilone...

Le Signore Aquilone hanno i seni piccoli
la cosa ha un’importanza relativa è solo una questione di leggerezza..
il cuore è importante, le Signore Aquilone hanno tutte il cuore muto
e nessuno ha mai saputo se il loro cuore fa silenzio per aver parlato al vento oppure per non aver mai fatto parola di.. chissà di cosa…

Le Signore Aquilone non vivono che in apparenza nella loro casa
nè in cielo, nè in terra, una casa possedeva,
sotto un albero verde dolcemente viveva
è là che
vivono dolcemente o, almeno, è là che s’immaginano vive

una Signora Aquilone la potete riconoscere da una solitudine accompagnata da un aquilone, da un bagliore improvviso che la affianca 
legato ai suoi fianchi con un filo d’argento un vecchio aquilone la portava nel vento
e lei lo seguiva senza fare domande
perchè il vento era amico e il cielo era grande

la portava…quando? "prima"...prima  di che?
(un po’ di pazienza… )

Le Signore Aquilone si lasciano trasportare da un aquilone, ciascuna il suo,  mollemente volando nel vento; che esista una vita diversa sotto quel cielo grande dove galleggiano con un filo d’argento per timone fra dita gentili e una vela colorata loro non lo sanno e del resto le signore non si fanno troppe domande …

però arriva quel giorno, arriva qualcuno che cambia qualcosa …
forse era “l’uomo che cammina sui pezzi di vetro” o “l’uomo con le spalle larghe” , un “musicante” o un “suonatore di flauto”, un uomo con “la valigia dell’attore” oppure “un pianista di piano bar” …

chiunque fosse si fermò incuriosito, fece caso ai seni così piccoli e all’aquilone così grande e avrebbe voluto, in verità avrebbe voluto... ma fu curiosità ad aver la meglio, la voglia di scrivere canzoni e poco più ..

lui le disse ridendo "ma Signora Aquilone non le sembra un po’ idiota questa sua occupazione? 
e le fece mille altre domande e disse parole 
lentamente diradando quel magnifico torpore di seni piccoli e di cuore muto..

le Signore Aquilone raramente rispondono ma...ce n’è sempre una che risponde (questa però è un'altra canzone..)  
ci fu una che scese, perfino, rapida sotto quota, riavvolse ai fianchi il filo dell’aquilone per una stasi indeterminata, si sedette accanto all’uomo sotto l’ombra di un albero...
senza nemmeno accorgersi che non era l’ombra del suo albero verde,
e gli prese la mano, per rispondere ..

per rispondergli però la signora aquilone dovette prima domandare a se stessa domande mai fatte..
Signora Aquilone non le sembra un po’ idiota questa sua occupazione? si ripeteva con la voce di lui

intanto sentiva cedere il filo del vecchio aquilone e le dita diventare molli
precipitava ora che anche il vento la tradiva, veleggiare contro vento diventava assurdo e..un po' idiota ..

per non  pensarci più la Signora Aquilone infine rispose:
chissà, forse in fondo a quel filo c’è la mia libertà..
lo stava invitando a provare..
e l’uomo provò a volare e insieme provarono a provare…

poco dopo il cacciatore di aquiloni se ne andò
se ne andò che era un poco più saggio, con tre soldi di dubbio e due di coraggio
uscì un istante prima  che le stelle diventassero lacrime e le lacrime diventassero stelle
andò per il mondo a fare domande, il suo mestiere, scrivere canzoni
per tutti i dolori e forse questa qui non è delle migliori

(qui ci vuole una pausa di riflessione... perché questo lui non lo potrà mai sapere..  )

e la Signora Aquilone?
lentamente ritornerà a sfiorare con dita lievi il vecchio filo d’argento, riprenderà a stringerlo tra le mani e forse volerà di nuovo nel vento
non subito però...solo dopo che avrà visto tutte le stelle diventare lacrime, le sue,  e le lacrime tornare a brillare come stelle

in questa vita - nelle vite precedenti  non lo ricordo - ne ho conosciute due, tre, forse cinque, non è facile incontrarle..
è che le Signore Aquilone raramente si incontrano, solo quando i loro aquiloni, gonfi di vento, casualmente si sfiorano sotto un cielo grande di percorsi scelti - a caso
quando però accade che i fili d’argento prendono a intrecciarsi, le Signore si voltano tutte insieme, ognuna a guardare il fondo del proprio filo… e solo dopo alzano il capo, si guardano tra loro e accennano un sorriso…
è così che ci riconosciamo

(questa storia è dedicata all'amica che sa come dire le cose e a due, tre, forse cinque signore che ho trovato sotto un cielo grande di percorsi scelti - a caso... e anche a me naturlamente )      

 

 

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venerdì, 13 aprile 2007

 Seraphim    

(Anselm Kiefer, Seraphim )

Nel Casco Viejo di Bilbao ti puoi perdere per tutto il tempo che vuoi e spingerti fino al limite estremo, dimenticando da dove sei venuto; lo sai fin dall'inizio che basterà poco, solo uno sguardo al legno chiaro degli alberi alti giù in fondo, per sapere dove sei..

un po' come ti perdi a Venezia ma senza l'alchimia della terra che si trasforma in acqua evaporando e del mare che si contrae, solidificandosi in fondamenta...non è un popolo alchemico il "vasco", è rude e dolce, maschile femminile insieme.. 
però come a Venezia anche Bilbo antica  è un groviglio di calli, intrecci di vite di strada, strada di pelotas da bambini, strada di levantador de pedras da adulti; ovunque racconti che stentano a diventare memoria e pare si rapprendano dentro trame di parole aspre e di odori di pinchos e di tabernas,  a volte sono goffe a volte tragiche ma senti che ti camminano a fianco, sfiorandoti appena nei crocevia delle calli, certe vite spezzate tra il desiderio e il  rifiuto di una storia-geografia di stato.. 

nel transatlantico Guggenheim titanio-acciaio-vetro sono riposti altri racconti: la scrittura di Paul Celan incontra i solchi su piombo di Anselm Kiefer, a  tracciare insieme storie tutte tedesche di fuga e di morte; giro tra i letti di piombo delle donne della rivoluzione francese che simulano sudari laminati di deportate nei lager, sottili lamine grige come la verità...e come i capelli di cenere di Sulamith
poi una stanza piena di libri enormi dalle pagine semiaperte, enormi pagine di piombo - perché il piombo è l'unico materiale che sprigioni spirito, dice Kiefer, che riesce a cavare anima anche dal cemento - pagine pesanti di storia, uno due tre  altissimi  girasoli a fare da segnalibro, gialli come  i capelli d’oro di Margarethe...

nella casa di Calle de la Randa conosco un uomo di occhi puliti e di impegno politico che scrive  racconti; ama Umberto Eco, conosce Gramsci e legge Julio Cortàzar ma... i film di Almodòvar, quelli no, non lo toccano e non lo catturano.. e Zapatero? gli chiedo.. un bluff niente di più, mi dice, dopo Aznar sarebbe andato bene chiunque... para vos chiunque dopo Berlusconi  
temo che abbia ragione, quando va bene chiunque purché...significa che politica è morta oppure è bluff 

di un viaggio ti restano quasi sempre, se ami interferire con i luoghi, impressioni visive nette che poi, lentamente, sfumano finché le immagini si trasformano in trame e fili di racconto che restano tesi finché possono ...
è raro però che altri racconti di quei posti, di quella stessa gente dalle vite divise ti stiano ad aspettare al tuo ritorno, altrettanto intensi; quando accade  è come sentirsi attraversare da un'eco infinita che rimbalza, ti rimanda indietro mentre ti spinge in avanti, come se una stessa magia si mantenesse ovunque, come se questo andare e venire fosse tango..     

 

postato da: multiversum alle ore 22:26 | Permalink | commenti (28)
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mercoledì, 04 aprile 2007

E si, sono quasi in partenza per.. altre latitudini ,altre abitudini , dove forse s-nevica...

intanto che preparo cose e pensieri per qualche giorno di vita in equilibrio, con l'arco mente-cuore-mani-piedi finalmente à plomb, dentatura-postura in asse, poiché quelle latitudini altre mi appartengono e mi somigliano più delle latitudini mie...

alle amiche e agli amici che passeranno per queste latitudini in comune lascio pensieri di pace per la pasqua, festa del Passaggio 

leti :)

      

postato da: multiversum alle ore 21:38 | Permalink | commenti (15)
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domenica, 01 aprile 2007

tanto per chiarirsi un po' le idee...complicando (è il modo migliore che conosco per chiarire)

provo ad osservare fuori dal dibattito ideologico destra-sinistra, il corpo a corpo tra etica pubblica e teologia morale che si sta svolgendo alla luce (o all'ombra..) del disegno di legge governativo che delinea un ordinamento possibile per le convivenze di fatto; la sigla -  DICO  - la dice già lunga sulla parzialità delle parole, sull'antagonismo delle opinioni, sul conflitto delle singole posizioni che puntualmente hanno occupato l'intero scambio comunicativo degli italiani .
Come se non bastassero le vicende politiche, in balia delle conseguenze del pessimo sistema bipolare...

Si tratta di un corpo a corpo che questa volta vede la gerarchia ecclesiastica cattolica giocare il ruolo di attaccante e non di terzino di difesa, come ci si aspetterebbe  e che anche per questo assume forme drammatiche, suscita raffigurazioni apocalittiche da giorno del giudizio, le quali penetrano senza difficoltà nel tessuto vitale di una medesima società civile. E' una lotta tra fratelli, infatti, non lo dimentichiamo, interessa uomini e donne con-cittadini e istituzioni in regime di concordato..
 
Il primo punto cui prestare attenzione è proprio questo, a mio parere; la lotta ingaggiata in nome dell'integrità e della naturalità delle forme di vita degli uomini e delle donne - più che legittima se e quando viene giocata in difesa e con il garbo della cura e della tutela - sta di fatto lacerando le ultime riserve di ordine di cui la gente ha bisogno per proteggere la propria integrità dal caos, e che riesce a fatica e con dosi di angoscia  a trarre da un presente storico che, non dimentichiamolo, è tempo di guerra; sebbene non ce l'abbiamo sotto casa, se abitiamo geografie lontane da quegli scenari pure noi viviamo , pensiamo, operiamo, ci muoviamo da anni nell'orizzonte globale della guerra, non c'è geografia che ci  possa escludere dalla storia.   
Queste poche riserve di resistenza sono ultime certezze con cui facciamo fronte alla variabilità infinita delle idee e ai comportamenti prodotti e indotti dalla comunicazione mediatica e dal mercato; idee che dileguano e sprofondano in altre che non controlliamo, pensieri e modelli che arrivano chissà da dove e poi come sono venuti sfuggono a se stessi; ebbene qualcuno sulla cui autorità non si è pronunciata voce di popolo si arroga il diritto di prendere queste ultime certezze minimali a colpi di frusta in nome di certezze ultime ... e non serve essere esperti di filosofia per capire lo scarto di senso tra le due espressioni : ultime certezze / certezze ultime...

Un esempio di certezza ultima? eccolo: il significato di natura umana che le gerarchie ecclesiastiche, con il dito puntato verso un cielo lontano e inconoscibile, giornalmente indicano a noi: a noi che siamo enti di natura, a noi perfettamente coscienti di essere natura e divenuti capaci in secoli di trasmissione culturale di acquisire un  concetto di natura...
ma evidentemente non basta perché è la figura e non il concetto quel che conta per le gerarchie, del sapere o della religione che siano, è la raffigurazione, la rappresentazione a dover aver ragione sulla realtà ( e del resto cosa si oppose a Galileo se non la figura dell'universo contro il concetto di universo?) ; è ciò che è più lontano, distante, inafferrabile, al di là del visibile ad essere prescritto come ben più reale e vero del visibile, tangibile, percepibile, cosicché neanche uno sforzo immenso di fantasia, che potesse percorrere l'universo intero in un istante, potrà mai riuscire ad afferrare il significato della natura che noi siamo ..
Più o meno è così che funzionano le certezze ultime  - e quanto funzionano..-  per convincere la gente che nè concetto né immaginazione né  fantasia, insomma nessun talento umano, benché donato da Dio, saprà mai  pronunciarsi su ciò che è più radicalmente suo e che più gli appartiene come natura propria.

La chiesa ecumenica, per capirci la chiesa di Giovanni XXIII e di Paolo VI, benché in modalità e stili differenti, puntò, al contrario, sulla forza dell'esperienza nauturale degli uomini e delle donne, quel lume che oggi il pontefice afferma essere per i cattolici nemico peggiore dell'Islam...
l'ecumenismo puntò sulla comunità cioé pensò che la fiducia dei non credenti e la fede dei credenti potessero viaggiare insieme il bosco della vita e che, scambiandosi senso e operando gli uni con gli altri, popoli, religioni, istituzioni di una stessa società di uomini e donne, avessero occasione di incontrare lungo la strada scintille di verità.
Fu così che il Dio vivente divenne la figura verticale capace di posarsi senza contraddizioni e lacerazioni di coscienza sul piano dell'immanenza, permettendo alla vita della gente di scorrere tra i soliti guai e i problemi del vivere comune ma... nella serena fiducia che la croce , oltre che simbolo religioso potesse essere anche la metafora viva di un incrocio sempre possibile tra il piano di trascendenza e il piano di immanenza: e finché la "verticale celeste"  si posa sull'"orizzontale terrestre" le cose funzionano sia nei comportamenti sociali sia in interiore homine.

Ma a volte ritornano...il Dio dei filosofi e dei teologi è ritornato a soppiantare un senso del divino partecipabile, che portava amicizia tra la figura, la rappresentazione ed il concetto, tra il sentimento e il pensiero, tra il cielo e la terra, tra la ragione e una fede che era vera perché credeva a questo mondo e a questi uomini, a queste donne e a questi altri uomini e donne diversi, e si collegava con il mondo e con la natura piuttosto che proiettarne le figure in universi astratti e lontani.

Mi viene in mente una frase di Nietzsche a proposito del ritorno: cosa c'è di peggio, diceva Nietzsche, del trovarsi davanti un Tedesco quando ci si attendeva un Greco ...

Personalmente ho sempre pensato che se la filosofia, vale a dire quella radice di amicizia e di saggezza che si impiantò nella Grecia antica e scelse come territorio lo spazio della polis, è naturlamente e consapevolmente atea - i filosofi possono essere credenti, cristiani, buddisti, ebrei, musulmani ma i filosofi non sono lo stesso che "la filosofia".. - la teologia sia la forma assoluta dell' ateismo, se si mette a parlare in nome di Dio.
Per questo non mi stupisco più di tanto che la Chiesa di oggi non riesca a trovare, nell'ateismo della variabilità assoluta, penetrato nel  tessuto economico, politico e culturale di ogni paese, quella crepa da cui riprendere il viaggio ma, anzi, rinforzi gli ormeggi traendo spunto dal caos per uno scacco al re e alla regina che mal nasconde un secolare desiderio di egemonia... che a volte ritorna.
Peccato che a fare la parte dei pedoni in questa partita a scacchi, che non evita perfino di offendere quella stessa natura umana della cui dignità ci si afferma paladini,  siano le vite della gente che in fondo chiede soltanto un po' di ordine per proteggersi dal caos..  

          

   

 

postato da: multiversum alle ore 16:58 | Permalink | commenti (13)
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