martedì, 27 febbraio 2007

Pardon, stasera va così...

"[...]Il sabato uscii.
La notte era piena di gente;
ci fu certamente un terzo uomo,
come ce ne fu un quarto ed un primo.
Non so se ci guardammo;
Ho eseguito un gesto irreparabile,
ho stabilito un legame.
In questo mondo quotidiano,
che somiglia tanto
al libro delle Mille e Una Notte,
non c'e' un solo gesto che non corra il rischio
di essere un'operazione di magia,
non c'e' un solo fatto che non possa essere il primo
di una serie infinita
[...]"

Inconfondibilmente Borges. Con Calvino, con Goethe, con Kafka, con Nietzsche, con Derrida, con Mann e qualche altro - fuori cronologia, nel tempo mio e nel modo mio di crescere -  Jorge Luis Borges mi ha insegnato e mi insegna a viaggiare la vita...

mi insegna che non c'è nulla di strano se passeggiando in un giardino di Cambridge accade di sedersi su una panchina a riposare e si imbastisce un dialogo acceso e tenero con se stesso, più giovane di molti anni, seduto all'altro estremo della panchina ma di un altro giardino di un'altra città;
che si possono scoprire fatti, luoghi, persone, cose importanti grazie alla congiunzione di uno specchio con un'enciclopedia;
che un fatto reale e un comportamento razionale possono ben nascere da una contraddizione e dalla deformazione di un fatto o di molti fatti;
che si può vivere per tutta la vita la proiezione della propria storia mentale e anche viceversa... e che..

che un legame è un gesto irreparabile - come dice la poesia - non tragico, come ad esempio è irreparabile una quiete che si spezza, va in frantumi e non è più possibile riparare, riconciliare, ricostruire l'unità perduta; al contrario, l'irreparabile allude all' interminabilità del gesto, infinita corda che magicamente mille e una notte allaccia gesto a gesto, sguardo a sguardo, atto ad atto nel divenire, inconcludente, di gesti, allacci, legami

mi insegna, dunque, che l'infinito non è l'al di là del reale finito né l'ipotesi suggestiva di un altrimenti che terra e spazio e tempo - troppo comodo signori romantici.. - ma infinito è il qui e ora di interminabili gesti quotidiani, è la circolazione di un gesto che è tutti i gesti, la comunicazione di un senso che è tutti i sensi...intanto che il finito, noi e il presente, ci lasciamo andare alle mutazioni alchemiche dei nostri prevedibili processi chimici.  

  

 

 


 

postato da: multiversum alle ore 22:23 | Permalink | commenti (28)
categoria:
sabato, 24 febbraio 2007

    <B>Le formiche? Si odiano tutte<br>ma convivono per necessità</B>

Le formiche si odiano tutte ma convivono per necessità 

che c'entra....

è curioso; in certi momenti critici, come oggi, sfogli ansioso la pagina "politica" del quotidiano e ti pare si parli di tutt'altro...per esempio dei desiderata personali dei politici, di puri mezzi insomma; nel clima depresso che si lascia dietro l'ansia di capire, continui a sfogliare senza convinzione e magari trovi l'informazione giusta,  l'argomento che fa luce (che luce fa " ci occorrono 162 voti almeno"...? ); lo trovi fuori campo e fuori tema nella pagina che non ci avresti pensato mai, come un OT: pensa un po' le formiche si odiano ma convivono per necessità...

forse accade così anche sfogliando i quotidiani delle vite personali? sapete, quelle ri-viste necessarie che non ci si sente di buttare via;  può succedere che il senso di certi fatti tuoi che non ti riesce di collegare lo trovi rubricato altrove - l'archivio è immenso.. - nella cronaca a margine o nelle sezioni regionali come un OT provvidenziale, insperato; forse lo puoi trovare tra  pagine non tue, dentro le  riviste degli altri se non le hanno buttate e ...se solo per un istante ti invitano a sfogliarle, insieme, senza necessità   

PS: c'entrano pure le api di Mandeville (rovesciando vizi/virtù in "vizi pubblici" e "virtù private"...) ma se ne parla un'altra volta

postato da: multiversum alle ore 11:45 | Permalink | commenti (27)
categoria:
martedì, 20 febbraio 2007

 

La maggior parte dei fenomeni che riguardano più radicalmente la nostra vita sono eventi , evoluzioni, trasformazioni, scambi di informazioni che accadono dentro di noi, nel nostro corpo, nel buio più totale e in silenzio ....
e noi là fuori sempre urgenti di parole e immagini, di capire e di chiarificare, di comprendere e di comunicare 

fa pensare...

Inevitabile post scriptum : ergo la sala di Palazzo Madama questo pomeriggio doveva essere accecata di luce e stracolma di parole vane. Che vergogna    

postato da: multiversum alle ore 22:17 | Permalink | commenti (30)
categoria:
domenica, 18 febbraio 2007
Amore e bucato

Ho fatto il bucato
E l'ho steso anche dalle finestre dei miei amici
Perchè amiamo giocare
E gioiamo delle stesse cose
postato da: mammagiovanna alle ore 16:00 | Permalink | commenti (11)
categoria:
venerdì, 16 febbraio 2007

piccole alleanze..

mentre le amichette pensano a cosa fare e se il da farsi s'abbia a fare  in auto o in treno....
io vengo facendo cose per me per conto mio
magari qualcosa non la faccio ma la chiedo qua e là a questo o a quello, le cose importanti quelle vanno chieste - guarda un po'.. - a qualcuno che potrebbe avere più risorse e non gli costerebbe troppo
fa' che...senza vergogna

oggi ho ritrovato tra le memorie-reliquie questa piccola quasi infantile semplice preghiera, che poi tanto infantile non è ..
siccome è giusta giusta per il momento, mi dedico la frase più ...si..più energetica:  

"....e ad ogni compleanno guardare il cielo ed essere d'accordo..."  

che poi magari s'impara, ci vuole il tempo, a farlo ogni mattina quando gli occhi si preparano a timbrare il cartellino del giorno nuovo ...

non vi pare 'na cosa granne "guardare il cielo ed essere d'accordo .." così
senza ragione senza giudizio e regola, senza moneta, resto e costi aggiunti
tanto per un saluto e per un sorriso tra terra e cielo ...

 

postato da: multiversum alle ore 19:13 | Permalink | commenti (12)
categoria:
giovedì, 15 febbraio 2007

 

Sono stata più in gamba nel prendermi cura degli altri, nel seguirne le vicende  - a volte, lo confesso, le ho persino vissute per loro con mica tanto innocente propriazione..  - di quanto non abbia fatto con me stessa

è stato così facile curarmi di altri per ciò che pensavo che fossero o volevo che fossero o sentivo che avrebbero dovuto essere...mica così buona e innocente questo genere di cura..

però in questi ultimi giorni faccio progressi nella cura di me stessa, mi assumo il rischio dell' irresponsabilità e accarezzo la possibilità dell' irrazionale..
poco per volta che non c'è fretta; l'emisfero destro del cervello (o forse per me il sinistro essendo mancina...non lo so chiedo aiuto agli scienziati..), insomma quella "mente metaforica" che ho trascurato assai, ingrana lentamente, parte e non parte ma poi scoppiettando inaugura..
e m' insegna apprendimenti nuovi

ad esempio, imparo che  "sono più saggia del mio intelletto"; dura lex(ctio) sed lex(ctio) per una filosofa-si fa per dire...è un fatto, però, che il mio ritmo cardiaco sia tornato a danzare in intimità con le funzioni organiche  
e ancora un' altra lezione: "i fatti a leggerli e ascoltarli con rispetto ci sono amici", le interpretazioni molto meno, sempre lì a mangiucchiare e a mordicchiare fino a ferire..certo che lo sapevo ma non basta sapere 
 
niente altro da dire se non che si cresce molto quando si diventa vecchi-si fa per dire...
dunque a presto
     

postato da: multiversum alle ore 10:26 | Permalink | commenti (12)
categoria:
domenica, 11 febbraio 2007

Scrivere è diffiile, non altrettanto come parlare, ma quasi. E' più facile, spesso, comunicare offrendo qualcosa alla vista, e che poi i sensi di ognuno attivino i rispettivi cervelli. Quest'estate, ho trovato questa terracotta dipinta, la cui immagine vi voglio mostrare. L' artista, ungherese, è una donna di cui mi sfugge il nome, e me ne scuso, prima di tutto con lei stessa, ma lo ri-troverò, vi assicuro.

L'opera originale è più o meno irregolarmente quadrata, ma mi sono permesso di inscriverne la parte per me più importante in un cerchio, figura geometrica dai multi, infiniti versi, che si potrebbero comporre guardando la donna-rondine che vola con la mente altrove, spezzata, trascinata dal vento.

Ecco. L'ho trovata pertinente a questo blog, a questo momento.

(p.s.: per evitare malintesi, non voluti, come dico nei commenti, io sono Senza)

postato da: Senza alle ore 17:41 | Permalink | commenti (16)
categoria:
mercoledì, 07 febbraio 2007

 

Pausa 

c'è bisogno di un altro genere di navigazione

traiettoria prevista: spostamento, cura e ritorno su di sé (me)

arrivederci amici, a presto...dipende dal tragitto, dai circoli e dalle spirali..

sempre vostra

leti

 

postato da: multiversum alle ore 16:56 | Permalink | commenti (13)
categoria:
lunedì, 05 febbraio 2007

Qualcuno ha detto - non ricordo chi né quando io l'abbia letto ma deve essere successo parecchio  tempo fa - che la paura che nessuno ci possa proteggere e la sensazione di essere abbandonati e rifiutati sono gli incubi dell'infanzia ma anche i fantasmi della maturità...

dico che doveva essere un bel po' di tempo fa perché quel che ricordo, oltre alla frase, è che istintivamente non mi trovai d'accordo anzi provai una sorta di rifiuto (sospetto) per questo genere di affermazione "in chiave evolutiva"..fatto sta che la ricordo a memoria..

è probabile che ritenendomi, con leggerezza,  "matura" e non percependo segnali da parte di suddetti fantasmi, abbia usato la razionalità più comoda e istantanea, quella del tipo due più due fanno quattro e abbia concluso con successo che la cosa era del tutto implausibile...

e invece..

evidentemente non ero matura perché adesso si, mi pare di ascoltarli i fantasmi che parlottano tra loro, tentando perfino qualche acuto....

forse ci vogliono anni perché si faccia esperienza che l'affetto, l'amore non sono  la fusione che promette felicità ma relazione con un altro e che se riesce solo se riesce una relazione annuncia sicurezza...non basta saperle le cose, crederci, appuntarle in un quaderno e insegnarle.. 

ce ne vuole di tempo e per gli ostinati ricercatori di terre promesse ce ne vuole di più..
ce ne vuole perché vada in pezzi quella specie di fiducia compatta e originaria, un po' innocente un po' credulona un po' vigliacca, che ti è servita a tenere lontano il male dal bene, prima con la purezza bambina poi con la mistica dei sogni adolescenti infine con i sottili alibi della ragione adulta che per tutto crede di avere una spiegazione...

tra pezzi di conchiglie e schegge di vetro il tempo maturo arriva...
è quando non te la senti più di eludere la realtà che la fiducia se ne è andata e accetti il fatto che l'enigma della condizione umana "c'est ne pas la souffrance, c'est le malheur "..
è quando quel profilo d'ombra, quel lato oscuro della vita finalmente lo concedi alla vista perché non ti diverte più giocare a mosca cieca..   
è quando la coscienza adulta si mette ad ascoltare le voci dei fantasmi della maturità, che parlano di abbandono e di rifiuto...
lo so che avrebbero parlato prima se fossi stata meno arrogante e non li avessi imbavagliati...

e allora va bene, va bene così...  

 

postato da: multiversum alle ore 22:10 | Permalink | commenti (10)
categoria: