lunedì, 27 novembre 2006

l'ho promesso molto tempo fa, le assicurai che sarei andata da suo padre spacciandomi per lei ma é  così difficile solo pensarlo che sto evitando di sentirla da mesi e non mi faccio trovare...

però poco fa ho aperto la lettera con timbro straniero che sosta da stamattina sul mio tavolo, ci siamo sbirciate per tutto il giorno.. 
Irene ama scrivere "davvero" - come dice lei - e così scrive a mano le lettere e chiama da telefono fisso a telefono fisso, lei scrive cose vere e ama dirle in verità...

tra le righe mi ricorda la promessa, prova fiducia 
leggo e ritorno a toccare la leggerezza falsamente generosa del mio promettere per conforto, per cacciare la sua pena come si fa con i bambini le promisi che....
ma Irene è adulta, ha la mia età, non avrei dovuto essere così leggera da caricare la sua (nostra) età di un'altra dose di maternità molesta.. 

e ritorno a  sentire l'angoscia che sale se penso di tener fede alla promessa, se mi vedo andare da lui, bussare alla sua stanza, abbracciare le sue braccia...

Irene abita molto lontano da qui e suo padre non lo vede da tanti anni
il padre di Irene vive... come può in una casa per anziani della mia città, la figlia invia alla direzione della casa di riposo bonifici mensili regolari e più cospicui del dovuto...
Irene così se ne prende cura... come può

il padre di Irene è malato di una forma di demenza senile che non progredisce lasciandogli istanti  di intermittenti consapevolezze improvvise..
in uno di questi istanti lucidi il padre di Irene ha chiesto di sua figlia, non la ricorda ma la vuole rivedere,  parlare con lei,  ascoltare parole, intrecciare gesti...

Irene mi prega di mantenere la promessa, di andare da lui per lei al posto di lei con le parole di lei a portare gesti di figlia .
io ho conosciuto i gesti di figlia da poterli resuscitare - dice lei - e da offrirli con tocco vivo che cura e resta...
se la pietà avesse preso il posto della nostalgia di mio padre, se ci fosse dolcezza e non esilio di parole io potrei mantenere la promessa..
ma pietà non è ancora accaduta ..e le parole, i gesti non sono stati smaltiti, hanno un'identità e sono anagrafe...        

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domenica, 12 novembre 2006

solo in questo posto potrei raccontare storie se lo sapessi fare, un po' vere e un po' immaginate come ogni storia che si rispetti...

anche una storia di vita è vera solo in parte, benché una storia di vita sia reale per intero, con buona pace per chi crede ancora che il reale coincida con il vero...
a saperci  guardare dentro, a saperla toccare la vita...quante zone oscure trattenute, quanti territori inesplorati, lasciati lì a non essere ancora o a non essere mai più..

e poi in una storia di vita c'è sempre quel tanto di vissuto che il titolare stesso non ha capito o che non ancora è tempo di capire e allora la mente, che poco tollera le zone d'ombra, passa la mano
che qualcuno ne faccia racconto cucito sul filo dell'immaginazione..

l'immaginazione è una supplente efficientissima, arriva sempre puntuale quando il titolare di una storia di vita si sente davvero stanco e va in permesso.. 
è una grande narratrice l'immaginazione; lavora in équipe con due  aiutanti preziosi che si chiamano Desiderio e Paura; il titolare non ce la fa a metterli d'accordo ma lei, la supplente, in un istante riesce a farli  giocare insieme come buoni amici ..

grandi narratori anche loro, non c'è dubbio...quante storie sanno raccontare quando ne hanno voglia e tutti  lì ad ascoltarli, così incantati da dimenticare che il titolare in permesso tornerà.. che bello se non tornasse più....

così accadono racconti e favole che confondono i fatti di una vita e barattano ricordi per un poco di memoria vergine, mille storie che attraversano la linea di una sola storia come tante zingare, le levatrici di a venire dalla linea di una mano sola..

come la principessa Shahrazàd, la supplente intesse mille storie per mille e una notte a salvare vite, a difenderne le curve misteriose dietro barricate di parole intrecciate come fili d'erba, l'una dopo l'altra, l'una con l'altra, l'una per l'altra: 5 ladroni con un marinaio, i corteggiatori con il pescatore, la volpe con la lampada ...e altri giochi delle parti .

lavora lesta di ago e di filo senza uso di forbice e intanto racconta
la principessa racconta veloce prima che il titolare faccia ritorno, ché sarà la sua, inevitabilmente, l'ultima parola e invece...vorrebbe essere lei a pronunciarla
griderebbe che  "la verità non sta solo in un sogno ma in molti sogni"...
e intanto Paura e Desiderio si darebbero la mano dentro un finto girotondo..   

  

( "la verità non sta solo in un sogno ma in molti sogni.." da Pier Paolo Pasonini, Il fiore delle Mille e una notte)

postato da multiversum/Caterina...  

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