domenica, 31 maggio 2009
Grazie a chi passa e lascia segni o non ne lascia.  Grazie anche a chi non passa ma ci pensa , non fa niente come ci pensa...
Quanto a me sto in salute e questo è ciò che conta. Nel mio dentro il paesaggio è quello che può lasciare uno tzunami; la protezione civile non l'ha mai saputo, la protezione individuale è scattata ma è insufficiente.
Occorre perciò silenzio (tanto), spazio ( q.b)  solitudine .
C'è una stagione della vita in cui non si può scappare  altrove da sé, perché si è imparato con lento e difficile  lavoro a stare con sé e a starci perfino bene; in cui non c'è rifugio e riparo foss'anche tra le braccia più amiche e nell'ascolto più paziente; in cui non ci si può distrarre, non più; in cui non si può più raccontare mentre; certo si racconterà ma solo dopo, se e quando ...
Perciò chiedo a chi mi vuol bene - e sento che ne passano qui di persone con amore,  sia che lascino segni sia che non ne lascino -  di dare accoglienza al  mio silenzio e a questa necessaria solitudine.
Grazie. Un bacio a tutti e a ciascuno

PS: quanto mai appropriato a questo mio tempo il sottotitolo del blog
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venerdì, 01 maggio 2009


Buon primo maggio a tutti !
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venerdì, 10 aprile 2009
Mi sono data il permesso di trascorrere una lunga vacanza da questo blog e da Splinder, una vacanza ventosa, di recente, inqieta e tellurica.
Ho sentito, in modo piuttosto improvviso, di non aver più voglia di scrivere su di uno schermo piatto e falsamente luminoso; né di leggere uno schermo rigato di parole tutte diverse, talore bellissime ma tutte irrimediabilmente ordinate e poi esigenti, esigenti di plauso o anche di disapprovazione ma comunque esigenti, vincolanti, a cominciare dalle mie, certo, non mi chiamo fuori...; né di comunicare con uno schermo che non ce la fa nemmeno a riflettere la mia faccia, figuriamoci i visi altrui, quelli amati o solo appena conosciuti oppure del tutto ignoti .
Ho ascoltato a lungo - la ascolto ancora - questa mia assenza di desiderio; le ho chiesto che cosa dicesse di me,  tra un soffio di vento e l'altro; indugio in questa domanda senza interromperne la tensione, come mi è sempre accaduto, prima,  ogni volta che ho lasciato che una specie di dovere mi richiamasse all'opera: il dovere di rispondere e cor-rispondere alle attese ...
Questa volta sono io ad attendere. Attendo che ritorni il desiderio; anzi, per la precisione che giunga un desiderio diverso, un gesto, un tratto, un'espressione nuovi, meno esigenti .
Mi fido di ciò che giunge dopo un tempo di attesa ...
E poiché, a proposito, tra due giorni sarà Pasqua, nonostante per la maggioranza degli Italiani la Pasqua c'entri poco con l'attendere ed il giungere, vi auguro e mi auguro un passaggio di libertà e insieme di primavera sereno e dolce.
Specialmente alla gente di Abruzzo va l'augurio, a coloro che oggi sperimentano il deserto... 
Con un abbraccio veramente sincero e grande

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sabato, 21 febbraio 2009


Mark Chagall, Sopra la città

Ventoso (Ventõse
) è parola del Calendario rivoluzionario, che al computo curiale del quieto vivere oppose la percezione del fluire naturale delle cose .

Così Ventoso, esattamente percepibile come tale dai processi vitali di uomini e di animali, si chiamò quel periodo dell'inverno che dalla metà del mese cui diamo nome febbraio va alla metà o poco più di marzo. 
Ventoso, che in questi giorni soffia, solleva e spazza, seguendo Piovoso precedeva  Germinale....

mi attacco davvero a tutto purché sopravviva uno spiraglio di luce,  "la belle lumière de la santé", come scrive Monsieur de Montaigne, finissimo orecchio di un illuminismo sempre a venire.  
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sabato, 07 febbraio 2009

 La vita e la morte non sono affar mio, sebbene senta mille emozioni diverse quando penso a questi due incerti confini del vivere umano...
ma è affar mio (e di tutti)  la costituzione tradita, la libertà civile calpestata, la democrazia irrisa, i valori laici e liberali annichiliti, la massima istituzione dello Stato tirata nella trappola di un vero e proprio golpe, ma  ammantato di carità e di pietà cristiana
è affar mio (e di tutti) questa oscena complicità tra il fascismo e il vaticano in mezzo all''osceno silenzio degli altri


Oggi Scalfari su La Repubblica
 
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domenica, 01 febbraio 2009
Interagisco con una tipologia di studenti che prendono molto più sul serio gli ultimi (ma anche i primi...) comportamenti , verbali e normativi, del Papa e del potere ecclesiastico che non la casa delle libertà e la riforma Gelmini...
mah, sarà forse a causa della materia che insegno oppure...forse  è vero che “a ciascuno il suo” : ciascuno vede crescere l'orto che ha piantato..
comunque sia
la discussione tra loro e me verte, da un po', intorno al complesso rapporto tra i modelli della tradizione occidentale e il cristianesimo, in sintesi, tra filosofia e religione
avverto così, dal vivo, una tale confusione di idee, parole, significati, in materia di religione nelle loro teste, non solo da far accapponare la pelle a molti insegnanti ma, cosa per me assai più essenziale, da agevolare ogni sorta di manipolizione e di ricatto “politici” ai loro danni; trattandosi di uomini e donne giovani, ai danni del futuro..
la più ampia sacca di innocenza, in questi giovani certamente non ignoranti ma ignari, riguarda alcune emblematiche “lacune” ( leggi: de-privazioni e omissioni strategiche da parte della pubblica istruzione e dei suoi pubblici ufficiali)

Percorsi omessi:
 
1.analisi della differenza tra religione e teologia, tra fede e credenza
(commento a matita: S.S., non si fa di tutta un'erba un FASCIO!

2.analisi dei monoteismi: giudaismo, cristianesimo islam.  La sequenza che caratterizza queste 3 religioni non equivale ad una progressione storica di sviluppo unidirezionale  ma disegna un sistema complesso e non scomponibile, il cui fil rouge è l’affermazione del monoteismo, cioé del dio uno
(commento a matita: è ovvio che quella religione che, frantumando la complessità  - riconosciuta e valorizzata dalla cultura conciliare - tendesse ad assumere un ruolo univoco e di primato sulle altre, finirebbe per relativizzare proprio tale fondamentale affermazione. Capito S.S? è questo il relativismo pernicioso, quello che tende a distruggere l'originario tratto comunitario e plurale dell'affermazione del dio uno !! )

3. analisi dell'affermazione del monoteismo. L'essenza di questa affermazione non riguarda la quantità di dei, da molti a uno solo. Ciò che contraddistingue il dio del monoteismo, che sia ebreo, cristiano o musulmano, dagli dèi del politeismo, è che non vive più nella immediata presenza. Gli dèi del politeismo sono dèi presenti, stanno da per tutto, nel mare, nel monte, nelle pietre, lungo i fiumi etc . Il Dio del monoteismo, si definisce, piuttosto, per il suo ritirarsi, per la sua assenza (o trascendenza).
Di conseguenza, le religioni monoteistiche sono sorelle nel condannare gli idoli: non tanto perché siano falsi dèi, quanto perché sono dèi che pretendono di essere presenti     (commento a matita: attenzione S.S, all'eccessiva presenza della Chiesa/idolo ...)

4. analisi del cristianesimo. Il cristianesimo è il dispositivo centrale e di maggior peso storico della terna monoteistica, costituito internamente, a sua volta, da un'altra terna  : cattolicesimo-ortodossia-protestantesimo
(commento a matita: SS, uno è solo Lui , il resto è complessità, intreccio, misto...ma di quante terne vorrebbe essere il capo assoluto, scusi..)

Bando ai commenti a matita, la cui soggettività è più che palese, vorrei segnalare  un dato che invece è storico e oggettivo, e cioé:
è questo semplice pacchetto di conoscenze, appena 4 percorsi , che nella metà degli anni '80 del secolo scorso, molti di noi desideravano fosse trasmesso con serietà e competenza nelle aule della scuola dell'obbligo. Sentivamo che era necessario, doveroso, imprescindibile colmare un vuoto, verosimilmente creato ad arte 
Ai nostri occhi e nelle nostre teste – sono certa che i passanti più anziani lo ricordano – la sostituzione dell'ora di Religione (quale religione? perché una sola? perché prete? perché maschio? ) con quella di  Storia delle religioni non era certo una mera questione di innovazione linguistica, tanto meno soffio di vento ateo;  era traccia di recente memoria, presentimento ragionevole, difesa del legittimo diritto alla storia.
Non se ne fece nulla, anzi si fece di peggio, come è noto: al solito, confondendo religione e credenza
Oggi che fossimo nel giusto è un fatto visibile a tutti ...
 
PS: vorrei che il contenuto di questo post fosse letto in base alla succitata distinzione tra religione, fede e credenza. In altre parole, l'argomento: Dio esiste o non esiste, è un'altra faccenda, è faccenda di fede, qui neanche sfiorata. Grazie 
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martedì, 27 gennaio 2009

 

Che il giorno della memoria non sia la memoria di un giorno
ma traccia di parole altre, altrimenti significanti
e sia sguardo puntato sul presente
e respiro di voce,
voce che urla:
"giù le mani dalla storia!


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domenica, 25 gennaio 2009
Sua Santità, quanta tolleranza....mi rallegro

A dire il vero, sono senza parole di fronte al  trattamento del crimine di "stupro" che fa  il capo del governo italiano e al trattamento dell'oltraggio alla verità  e al diritto alla storia che fa il capo della chiesa cattolica apostolica romana, perdonando la menzogna revisionista 

almeno il primo non è mai stato un campione di etica della responsabilità né di morale della castità
ma l'altro, si l'altro, il grande inquisitore delle "opinioni personali", il crociato della  verità una e assoluta, l'intellettuale che sa di teofilosofia...

giorni fa proprio in questo blog auspicavo che Sua Santità si occupasse meno della nascita e della morte e  istruisse un tot i suoi fedeli, magari solo una domenica al mese  a targhe alterne, sul mestiere di vivere, chessò con qualche suggerimento sulla dignità delle persone, sulla fratellanza tra i popoli ....
vedete, vedete come ha risposto all'appello e quanta tolleranza ha mostrato in favore della Fraternità di San Pio X.  Che svista! 

Sua Santità, dato che lei è in youtube e, come immagino, in facebook , se per caso passa di qui, legga bene, la prego ...  
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venerdì, 16 gennaio 2009
Avrei voluto essere scrittore, io scrivente e narrante la mia esperienza.
Lo so da anni questo e per molto tempo ho vissuto con disagio l'assenza di realizzazione di questo desiderio ...come di altri, del resto.

Oggi che vivo e sento diversamente, mi dico che, tuttavia, scrivere ho scritto senza essere scrittore; è qualcosa. 
Ho commentato, commenti e chiose mobili, discordanti, ipotesi sollecitanti, come se l'importante per me fosse aprire al movimento semantico il già detto e scritto da altri , sottolinearne le dimensioni, facendone passaggi, cammini possibili.
Non ho creato nulla, nulla risolto, non ho proposto, asserito, definito...
ho invece reso errante e provvisorio lo stabilmente definito, cercando, a modo mio, di ampliare propositi e intenzioni, irrobustendo o alleggerendo; di battere e levare, per dir così, e movimentare , dislocare; mi è parso di proteggere scritture di altri dalla fissità del già  compiuto, dalla morte, dunque, di ciò che è compiutamente finito.

Ho scritto. Gravitando intorno a scritture altre e altrui - il cui centro di gravità forse è la Scrittura, la prima... -  scostandomi solo poche volte dalla mia stessa lingua, quasi a proteggerle dalle influenze di altre storie e geografie, di idiomi differenti, pure ho scritto.
Non sento più il mio desiderio sconfitto: chi commenta, questo credo di aver ultimamente compreso, non  lo fa per povertà di idee e di pensiero  ma per via di una  differente natura e destinazione. C'è il pensiero che crea e, allontanandosi dal nascosto,  si rivela fino al  incarnare l'opera, l'opera che, nella sua evidenza e concretezza, dura;  ma che, per poter durare, ha bisogno di un pensiero di altra natura; non tanto  di quello che interpreta - interpretare è più scpesso di quanto non si pensi, ri-significare, dirigere, trascinare nella propria orbita scrittura e significati, perciò esaurirli - ma che la commenti, appunto, dentro una sorta di tacito patto di fedeltà, in amicizia con testo e scrittura.
Il commento non sfida bensì protegge e così fa durare l'opera, restituendole la mobilità e la tensione, contenute nel primo e originale atto del creare...
Sono modi del pensare ma anche modi di essere l'io scrivente-creatore e l'io scrivente-commentatore o chiosatore: l'uno ha sempre in mano la penna, l'altro la matita...
E, in fondo, che non si affrettino a distinguersi ma si frequentino di più  è un bene poiché  la loro prossimità sta a dire che la scrittura è valore di riferimento per ognuno ma monopolio di nessuno, è sforzo di adesione con e senza contatto, è passaggio  lineare  e attraversamento, metamorfosi quotidiana di ogni punto esclamativo in un punto interrogativo. 
     
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mercoledì, 14 gennaio 2009
Proseguendo il post precedente, soprattutto la traccia disegnata dai commenti, appoggio qui rapidamente un passaggio che fotografa alla perfezione il mio punto di vista (spero non solo il mio) riguardo al "pasticciaccio" ideologico, non a caso posto in essere dai linguaggi, manipolitori e aberranti, di certa stampa, dei media, dei factotum della politica di Stato e di quella ecclesiastica e, purtroppo, anche da certa intellighentia scolastica e/o accademica e via dicendo...
pasticciata è la concettualità oppositiva e conflittuale, messa in circolazione per distinguere visioni del mondo differenti ma non incompatibili,  la visione del mondo religiosa e quella laica
pasticciato, rozzo e incolto è l'uso inflazionato della parola relativismo
pasticciata è l'equivalenza implicita tra credente e cattolico
pasticciata, insomma, è tutta quella costellazione che accompagna categorie  politiche che stanno rapidamente sostituendo, a causa del mutamento globale in atto, le categorie tradizionali, prive ormai di ogni drammaticità, "destra" e "sinistra".
   
Ecco qua la citazione :
"Ciò che non mi piace di ogni religione è la pretesa di parlare di cose che non si sanno, come se essa invee le sapesse (di quale sia, ad esempio, la volontà di Dio) . Ciò che non mi piace della mentalità laicista [ e .scientista..n.d.r] è la sua propensione a limitarsi alle cose che si sanno o che si possono sapere, come se queste fossero, in quanto "visibili", più rilevanti dell'"invisibile". Eppure è il mistero a dare respiro alla conoscenza, a farla lievitare nelle più mirabili costruzioni della cultura"
(Stefano Levi della Torre, Essere fuori luogo )

Insomma non mi piace affatto - questa sono io - che da parte religiosa e da parte laica  - alla faccia delle opposizioni!!...- si faccia piazza pulita dell'inspiegabile, finendo così per cancellare proprio quel costrutto originario costituito dal limite umano, a finitezza, sul quale ragione e fede hanno cresciuto e alimentato l'intero edificio della tradizione occidentale.
Vedete, è proprio spacciando, con mezzi sempre più raffinati in quantità e qualità, queste radicate complicità  per opposizioni conflittuali,  che l'"Impero" continua a dormire i sonni tranquilli del suo plurisecolare dominio...
noi un po' meno
       
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